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    Set 22




    (Un articolo atipico, sul mondo della sicurezza sul web. Tutti i fatti narrati sono reali e traggono spunto dalle fonti informative citate al termine del post.)

    C’è un posto, a Roma, davanti gli studi di Cinecittà, chiamato Polo Tuscolano, che concentra i reparti speciali tecnologicamente più avanazati delle nostre forza di polizia.

    Tra queste mura, ove si lavora in assoluta riservatezza, si opera sul web. C’è chi naviga sotto copertura, chi si iscrive nei forum del terrorismo islamico, chi controlla i flussi di informazioni sospette.

    Qui lavora il pool di poco più di 20 persone dei più grandi esperti del Centro Nazionale Anticrimine Informatico delle cosiddette infrastrutture critiche, che lavorano sulla sicurezza nazionale grazie alle convenzioni stipulate con le gradi aziende fornitrici di servizi primari, come Enel, Aci, Rai ed Enav, che consentono l’accesso diretto alle più importanti banche dati e, non ultima, la possibilità di navigare nella più completa invisibilità.

    Esiste inoltre almeno un centro supersegreto, di cui nessuno conosce con esattezza l’ubicazione (forse nel centro di Roma?) ove vengono trattate le questioni più delicate ed importanti.

    Nessuno immagina che oggi, il lavoro del vero agente segreto, come lo intendiamo noi, è distante anni luce da quello mostrato nei film: è molto spesso un operatore esperto che lavora in rete, tracciando e setacciando in pochi attimi un gran numero di informazioni che, in un’altra epoca, avrebbero richiesto anni di lavoro.

    Attualmente la capillarità della diffusione del web è talmente vasta da risultare impossibile un sistema di controllo completo, ed i fenomeni di cyberwarfare (guerra cibernetica) e lo “spionaggio ciberneticosarebbero in constante ascesa.

    D’altro canto sono molteplici le attività dei cyber criminali: oltre all’attacco delle infrastrutture critiche, come già enunciato, troviamo il vandalismo digitale, la propaganda di messaggi, la raccolta di informazioni o la distruzione delle apparecchiature.

    Ma perché Are3000 pubblica questo post? E cosa possiamo fare, noi?

    Il compito del nostro blog amatoriale è quello di proporre notizie interessanti a 360, anche di questo genere. Non dobbiamo sottovalutare l’idea che chiunque potrebbe trovarsi, inavvertitamente sul posto sbagliato nel momento sbagliato, anche sul web: il mondo criminale frutta infatti il web in maniera criptata più per comunicare in maniera anonima ed occulta che per l’accesso alle banche dati, e, come nella vita reale, un posto molto frequentato – come le più importanti chat e forum – dà meno nell’occhio….

    Occhi aperti sempre, dunque, e, se reputa necessario, si utilizzare l’apopsito servizio di segnalazione del sito della Polizia Postale per comunicare qualunque tipo di attività ritenuta sospetta.

    Immagine | hitechblogosfere

    Fonti informative:

    • Il Messaggero, 26.07.2007
    • Hacker Journal, Agosto 2008

    Scritto da: Zack \\ tags: , , ,



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